PITTURA 1964/1972

I tratti peculiari del disegno, dell’incisione e della calcografia sono del resto proprio quelli in cui Timoncini meglio esprime questo spleen acutissimo e struggente.

Tra le clamorose volute rococò dei suoi mordenti sarcasmi all’appiattimento della morale da rotocalco (periodo 1968 – 1969) ecco insinuarsi infatti la più ampia, articolata e sofferta impaginazione degli ultimi quadri: dove l’ “homo sapiens” e l’ “homo faber” ripropongono l’uomo come imprescindibile centro del mondo, col suo dolore e la sua consapevolezza che gli consentano di rinascere ogni volta, di far emergere la sua “fragilità forte” anche nel mezzo delle più desolanti alienazioni.

Giorgio Mascherpa

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Interno Romagnolo 1965

PITTURA 2 - '64/'72
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Nozze Ambrosiane 1968

PITTURA 2 - '64/'72
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L’Ombra 1969

PITTURA 2 - '64/'72
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Eden Privato 1968/69

PITTURA 2 - '64/'72
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Turismo Veloce 1968

PITTURA 2 - '64/'72
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Homo Faber 1969/70

PITTURA 2 - '64/'72
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Sulla tenera sabbia dorata 1972

PITTURA 2 - '64/'72
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Homo Sapiens 1970

PITTURA 2 - '64/'72
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L’uomo 1969

PITTURA 2 - '64/'72

Trofeo come un canto in sordina, un canto alle minacce, alle sconfitte, alle mani che restano vuote. Un trofeo messo insieme con i lacerti delle delusioni e delle frustrazioni d’ogni giorno; che è però anche il segnale totemico di una volontà di resistere e di sperare ogni giorno ripresa da capo.

Luigi Carluccio