GRAFICA

I tratti peculiari del disegno, dell’incisione e della calcografia sono del resto proprio quelli in cui Timoncini meglio esprime questo spleen acutissimo e struggente.

“La qualità grafica del suo segno, tanto rara oggigiorno è qui spontanea e felice. Tra tanti pittori che stampano incisioni, lui è stato, fino a ieri, un “grafico“ che dipingeva e che adesso anche dipinge. “

Giorgio Mascherpa

 

I tratti peculiari del disegno, dell’incisione e della calcografia sono del resto proprio quelli in cui Timoncini meglio esprime questo spleen acutissimo e struggente. Lo aveva scritto lucidamente Giorgio mascherpa proprio nel 1971, mentre la vicenda del Realismo esistenziale si andava concludendo, o, meglio, trasformando in una serie di diverse e suggestive ipotesi figurative. Da quegli anni Timoncini affianca al lavoro di definizione pittorica un’intessa attività di incisore che dura tuttora, nella ricchezza tecnica di un segno di personalissima energia comunicativa e di scabra suggestione emozionale, poeta silenzioso, com’è delle speranze disilluse e del silezio assorto, nel tempo avaro di questo nostro presente.

Giorgio Seveso

Luigi Timoncini, maestro della grafica, esistenziale nelle mani che incidono con antica sapienza, presenta un ciclo recente di lavori dove l’iconografia classica della Via Crucis si piega a una narrazione odierna, in cui le quattordici stazioni della “via dolorosa“ sono tappe di una marcia quotidiana, fotogrammi di un “film“, come lo definisce l’autore, che ci riguarda tutti. Protagonisti o spettatori di un evento che riassume la storia dell’uomo, il suo cammino faticoso.

Chiara Gatti